Medicina occidentale e agopuntura

medicina occidentale e agopuntura

Quale è la differenza tra la nostra medicina occidentale e l’agopuntura?

Quando servirsi dell’una o dell’altra o di entrambe?

La differenze principali sono nel tipo di approccio alla malattia. La nostra medicina occidentale è tecnica e scientifica, si occupa di riparare un danno manifesto evidenziato da un sintomo o da un esame alterato. La medicina occidentale cura un organo eliminando il sintomo, ripara un danno anatomico intervenendo con la chirurgia.

Elimina chimicamente virus, batteri, parassiti. Interviene con forza nella regolazione di un organo, bloccando l’espressione di un malfunzionamento che però, risolto solo in parte e non eliminato, finisce per manifestarsi in altro modo. Questa forza le permette di ottenere velocemente un risultato, ma anche di alterare l’equilibrio generale del fisico.
Il corpo risponde altrettanto violentemente… ed ecco gli effetti collaterali.
Si instaura un circolo vizioso: per ogni sintomo scomparso compare un effetto collaterale da eliminare che ne genera un altro. Il risultato è un consumo spesso eccessivo di farmaci.

L’ agopuntura é una medicina orientata il più possibile verso la conservazione di una buona salute e la prevenzione.

L’agopuntura considera il corpo e lo spirito come una energia unica che va potenziata o riattivata a seconda dei casi, in maniera fisiologica tenendo conto che ogni organismo ha una risposta peculiare derivata sia dal patrimonio genetico sia dall’ambiente. Interviene in maniera delicata e con tempi più lunghi.
Il sistema energetico uomo riprende a funzionare secondo il proprio ritmo naturale programmato dalla nascita e seguendo questo ottiene il migliore benessere possibile per un lungo tempo e una morte il più delle volte dolce, non dolorosa per lento esaurimento dell’energia vitale.

È evidente come questi due approcci siano differenti e debbano essere usati in maniera complementare.

Facciamo un paio di esempi:

1- Supponiamo che una persona si riveli essere portatrice di un aneurisma, una pericolosa malformazione vascolare che può rompersi senza preavviso e causare la morte: si interverrà subito chirurgicamente. Supponiamo che la stessa persona cominci a soffrire di dolori da insufficienza venosa alle gambe: in questo caso l’agopuntura iniziata ai primi sintomi e ripetuta saltuariamente, al bisogno, sarà un’ottima scelta terapeutica che non intossica e non da effetti collaterali.
2- Ancora, parlando di occhi, potremmo dire che se un individuo ha un occhio piccolo ed è ipermetrope la soluzione ottimale sarà la correzione con gli occhiali o la chirurgia refrattiva; se invece si stanca facilmente quando sta al computer o ha mal di testa la scelta migliore sarà un ciclo di agopuntura per restituire forza ai muscoli dell’occhio.

È importante pensare che nella lotta per il mantenimento del benessere abbiamo diversi tipi di possibilità terapeutiche, più o meno invasive, il criterio di scelta deve essere quello di ottenere il massimo risultato salvaguardando l’integrità funzionale di ciascun organismo.

La cultura dell’agopuntura nel Nord Europa

In Europa ci si rivolge molto più spesso all’agopuntura che in Italia. Riferendoci in particolare alla cura delle patologie oculari, la Danimarca, piccolo paese con soli 6 milioni di abitanti, attualmente dispone di ben cinque Cliniche di Agopuntura Boel dislocate nelle maggiori città: a Copenhagen, Aulum, Odense, Aarhus e København nella regione dello Jutland. Le 5 cliniche lavorano a pieno ritmo e sono note per curare con agopuntura malattie croniche, infortuni sportivi e persone ipovedenti.  Ad oggi sono stati curati più di 8.000 pazienti affetti da patologie oculari dal 1987, provenienti da ogni parte del mondo.

Dott.ssa Valeria Vannucci

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