L’agopuntura allevia la coronaropatia

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Studio sperimentale dimostra che l’agopuntura potenzia la terapia farmacologica della coronaropatia.

I pazienti che hanno ricevuto l’agopuntura in associazione con le usuali terapie  farmacologiche hanno mostrato risultati più positivi in confronto ai pazienti trattati solo con i farmaci.


In uno studio clinico condotto presso il Nanyang First People’s Hospital, l’agopuntura abbinata alla terapia farmacologica ha prodotto un tasso totale di efficacia dell’85% nel trattamento della malattia coronarica. Nei pazienti che ricevettero soltanto la terapia farmacologica il trattamento ebbe un’efficacia del 62,5%. I ricercatori commentano che l’applicazione dell’agopuntura “può migliorare significativamente i livelli ematici dei lipidi, la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e l’elettrocardiogramma nei pazienti con malattia coronarica, riducendo al tempo stesso le placche nelle arterie coronariche.” [1]


I risultati dello studio indicano che l’agopuntura produce effetti sinergici o additivi quando è associata alla terapia farmacologica.

I parametri per la valutazione degli esiti terapeutici comprendevano il colesterolo totale nel siero (TC), i trigliceridi (TG), il colesterolo veicolato da lipoproteine a bassa densità (LDL-C), il colesterolo veicolato da lipoproteine ad alta densità (HDL-C), la pressione arteriosa media (MAP da mean arterial pressure), la frequenza cardiaca (HR da heart rate) , l’ampiezza dell’onda T nelle derivazioni V4-V6,  l’indice di rimodellamento vascolare (RI, davascular remodeling index), l’indice di eccentricità della placca (EI, daplaque eccentricity index) e il nucleo necrotico(NC da necrotic core). I parametri TC, TG, LDL-C e HDL-C furono utilizzati per misurare i livelli dei lipidi nel sangue, la MAP e l’HR per esaminare la funzionalità cardiaca. L’ampiezza dell’onda T nelle derivazioni V4-V6 fu usata per valutare i cambiamenti dell’elettrocardiogramma. Gli indici RI, EI e NC furono usati per studiare le placche delle arterie coronariche.

Il tasso totale di efficacia rilevato è stato dell’85,0% nel gruppo dei pazienti trattati con agopuntura più farmaci, mentre è stato del 62,5% nel gruppo dei controlli, sottoposti unicamente alla terapia farmacologica. Tra i due gruppi è stata rilevata una differenza statisticamente significativa (p <0,05).

Tutti i parametri, ovvero gli indicatori dei lipidi nel sangue, la MAP, l’HR, i tracciati dell’elettrocardiogramma e gli indici relativi alle placche ateromatose delle arterie coronariche, hanno mostrato cambiamenti significativi in seguito al trattamento (p <0,05). Dopo il trattamento, i parametri dei lipidi ematici (TG, LDL-C), la MAP, l’HR, l’elettrocardiogramma e gli indici relativi alle placche ateromatose erano significativamente diversi nel gruppo dei pazienti trattati con agopuntura più farmaci rispetto agli stessi parametri nel gruppo di controllo sottoposto alla sola  terapia farmacologica ( p <0.05).


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Studio sperimentale

In  questo lavoro gli autori (Wang et al.) hanno applicato il seguente disegno sperimentale. Sono stati trattati ed esaminati 80 pazienti in totale.

Questi pazienti, che tra il giugno 2016 e il gennaio 2018 avevano subito un ricovero ospedaliero a causa della  malattia coronarica, furono suddivisi con una procedura randomizzata in due gruppi, ciascuno formato da 40 pazienti.

Un gruppo fu trattato con agopuntura più farmaci, mentre l’altro, il gruppo di controllo, fu sottoposto alla sola terapia farmacologica. I pazienti del gruppo di controllo ricevettero la terapia farmacologica convenzionale, mentre l’altro gruppo ricevette l’agopuntura oltre al trattamento con i farmaci previsti dal protocollo usuale, identico a quello applicato al  gruppo di controllo.


Da un punto di vista statistico, i pazienti erano così ripartiti nei due gruppi randomizzati. Il gruppo del doppio trattamento era composto da 19 maschi e 21 femmine; l’età media era di 54 ± 6 anni; la malattia durava in media da 7,78 ± 0,82 anni. Il gruppo di controllo era composto da 17 maschi e 23 femmine, l’età media era di 54 ± 6 anni, e la durata della malattia era in media di 7,65 ± 0,88 anni.

Quindi tra i pazienti esaminati in questo  studio non vi erano differenze statistiche significative rispetto al genere, all’età e al decorso della malattia, tali da influenzare l’esito dei trattamenti esaminati. I pazienti inclusi nello studio soddisfacevano i criteri diagnostici per la malattia coronarica previsti dai Clinical and Pragmatic Cardiology’s Diagnostic Criteria Of Chronic Stable Angina (Peking University Medical Press) [2] e dai Guiding Principles for Clinical Study of New Chinese Medicine’s Diagnostic Criteria Of CHD. Questi ultimi consentono la diagnosi differenziale rispetto ai deficit di Qi (energia vitale) e alla stasi del sangue con sintomi primari che comprendono dolore al petto, senso di oppressione al torace e mancanza di respiro. I sintomi secondari comprendevano affaticamento, palpitazioni, labbra viola, sudorazione spontanea profusa, lingua dal colore pallido oppure scuro e polso filiforme (debole) e polso rugoso [3]. Furono applicati anche i seguenti criteri di selezione:

  • L’angina stabile si manifestava più di 2 volte alla settimana
  • Grado I-III secondo il sistema di classificazione della Canadian Cardiovascular Society
  • I pazienti avevano firmato il modulo del  consenso informato 

I criteri di esclusione dal campione furono i seguenti:

  • Infarto acuto del miocardio o altre malattie cardiache
  • Paziente in periodo di gravidanza o di allattamento
  • Disturbi mentali
  • Punteggio 3 della American Society of Anesthesiologists (ASA) (malattia sistemica da moderata a grave con limitazioni funzionali significative)

Trattamento

In entrambi i gruppi, i pazienti ricevettero 20-40 mg di isosorbide mononitrato e 100 mg di compresse di aspirina al giorno, per quattro settimane consecutive. Nei casi gravi si ricorse anche  alla somministrazione endovenosa di nitroglicerina. In base alle condizioni del singolo paziente, furono prescritti anche altri farmaci (antiaritmici, anticoagulanti o calcio-antagonisti).

L’isosorbide mononitrato è un vasodilatatore usato per prevenire l’angina dovuta alla cardiopatia ischemica. L’aspirina è un farmaco che interferisce con la formazione di coaguli nel sangue. La nitroglicerina è un nitrato organico che aiuta la vasodilazione e viene usato per trattare l’angina nei pazienti con coronaropatia. Ai pazienti nel gruppo del doppio trattamento fu inoltre applicata l’agopuntura nei seguenti punti principali:

  • CV17 (Danzhong)
  • PC6 (Neiguan)
  • PC4 (Ximen)
  • ST36 (Zusanli)
  • BL15 (Xinshu)

All’inizio del trattamento il paziente era in posizione supina. Dopo la disinfezione dei punti di agopuntura, si procedeva a inserire molto velocemente un ago filiforme monouso in ciascuno dei punti trattati. Nei punti Neiguan e Ximen gli aghi venivano inseriti perpendicolarmente fino a una profondità di 0,5-0,8 cun (circa 1 cm).  Nel punto Danzhong l’ago veniva inserito obliquamente fino a una profondità di 0,3-0,5 cun. Nel punto Zusanli l’ago veniva inserito perpendicolarmente fino a una profondità di 1,0-1,5 cun. Dopo avere ottenuto la sensazione Deqi, si applicava la tecnica Ping Bu Ping Xie (attenuazione e tonificazione lieve).

L’applicazione degli aghi veniva mantenuta per 30 minuti. Successivamente si faceva assumere al paziente la posizione prona. Quindi si procedeva a inserire obliquamente nel punto Xinshu un ago filiforme monouso di 0,30 mm × 40 mm orientato verso la colonna vertebrale, raggiungendo una profondità massima di inserzione di 1-1,2 cun. L’ago veniva manipolato ogni 5 minuti durante la sua permanenza, la cui durata complessiva era di 15-20 minuti. Il trattamento con l’agopuntura fu eseguito due volte al giorno per quattro settimane consecutive durante il ricovero ospedaliero.


Valutazione dei risultati

Le valutazioni furono eseguite prima e dopo il trattamento con l’agopuntura. I pazienti trattati con l’agopuntura mostrarono un significativo miglioramento dei parametri relativi ai livelli ematici dei lipidi (TG, LDL-C), e inoltre nella MAP, nell’HR, nell’elettrocardiogramma e negli indici relativi alle placche ateromatose (RI, EI, NC) (p <0,05). Una volta  completato il trattamento, i valori individuali di efficacia furono utilizzati per una classificazione su 3 livelli:

1-        Trattamento molto efficace: L’angina risultava ridotta di 2 gradi. Scomparsa dell’angina nei pazienti di I e II grado. L’angina non si manifestava neppure in seguito ad attività fisica intensa. I segni ischemici nei tracciati dell’ECG regredirono fino alla normalità.

2-        Trattamento efficace: L’angina risultava ridotta di 1 grado. L’angina non si manifestava in seguito alle normali attività fisiche. Il segmento ST risultava ≥0,05 mV (millivolt) o ritornava alla normalità. La profondità delle onde T invertite era diminuita del ≥ 25%. Le onde T appiattite si erano sollevate.

3-        Trattamento inefficace: nessun miglioramento dei sintomi né dell’ECG. L’angina si manifestava anche in seguito alle attività fisiche normali.


Coerenza con i risultati di altre ricerche

Questo studio indica che l’agopuntura è efficace per il trattamento della malattia coronarica.

In base ai risultati della ricerca descritta in questo articolo, l’agopuntura apporta vantaggi ai pazienti sottoposti a terapia farmacologica per la malattia coronarica, in quanto produce miglioramenti rispetto ai livelli ematici dei lipidi, alla pressione arteriosa, alla frequenza cardiaca e ai tracciati dell’ECG, mentre riduce le placche nelle arterie coronariche. Questo risultato conferma quanto è emerso da ricerche analoghe, le quali hanno dimostrato che l’agopuntura riduce la formazione di placche nelle carotidi. [4]


Un altro studio, condotto da ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (UCLA), ha trovato che l’agopuntura è efficace nel proteggere il miocardio.

In un esperimento di laboratorio, l’elettroagopuntura venne applicata ai punti PC6 e PC5 in conigli con occlusione delle coronarie. Il trattamento ridusse le aritmie ventricolari. Inoltre si osservarono ulteriori benefici aggiuntivi: l’elettroagopuntura fece diminuire le dimensioni dell’infarto cardiaco (proteggeva i tessuti del miocardio dalla necrosi causata dal mancato apporto di sangue e di ossigeno). I ricercatori hanno dimostrato che l’elettroagopuntura ridusse anche la disfunzione del ventricolo sinistro. Inoltre si osservò una riduzione nello slivellamento patologico del segmento ST [5].

I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sull’American Journal of Physiology –  Heart and Circulatory Physiology.

Bibliografia:

 [1] Wang YP. Observation on the efficacy of acupuncture in treating coronary heart disease and its effect on coronary artery plaque [J]. Shanghai Journal of Acupuncture and Moxibustion: 1-5[2019-02-01]. doi.org/10.13460/j.issn.1005-0957.2019.13.0016.
[2] Guo JH, Wang ZP, Zhang HC et al. Clinical and Pragmatic Cardiology [M]. Beijing: Peking University Medical Press, 2015:206-212.
[3] Zheng XY. Guiding Principles for Clinical Study of New Chinese Medicines (Pilot Version) [S]. Beijing: China Medical Science Press, 2002:1-5.
[4] Li YH, Huang HB, Wang WX & Yang LX. (2014). Observation of the head acupuncture through hole on the treatment of carotid artery atherosclerosis. Hebei Journal of Traditional Chinese Medicine. 36(8).
[5] Am J Physiol Heart Circ Physiol. 2012 May; 302(9):H1818-25. Epub 2012 Feb 24.
Cardioprotection of electroacupuncture against myocardial ischemia-reperfusion injury by modulation of cardiac norepinephrine release. Zhou W, Ko Y, Benharash P, Yamakawa K, Patel S, Ajijola OA, Mahajan A. Department of Anesthesiology, UCLA – University of California, Los Angeles.

Fonte: https://www.healthcmi.com/Acupuncture-Continuing-Education-News/1944-acupuncture-alleviates-coronary-artery-disease

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