Vedere l’invisibile: un esame della retina per diagnosticare l’Alzheimer

Un esame della retina per diagnosticare l’Alzheimer

Secondo i ricercatori un semplice e rapido esame quale la tomografia ottica computerizzata (OCT) sarebbe in grado di predire il rischio di sviluppare la demenza d’Alzheimer.

L’OCT sta rivelando che nella retina avvengono cambiamenti che preannunciano molto in anticipo malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Tomografia ottica computerizzata-Vedere l’invisibile - un esame della retina per diagnosticare l’Alzheimer

Il morbo di Alzheimer (ad) e’ la piu comune causa di demenza e la sua incidenza nella popolazione e’ in netto aumento.

Secondo il Censis, attualmente in Italia  i malati di Alzheimer sono 520.000, con 80.000 nuovi casi all’’anno, che mettono a dura prova le famiglie e le strutture sanitarie e socio-assistenziali.

Da questo contesto nascono gli studi per cercare di diagnosticare precocemente il problema.

Le ricerche sono partite dall’osservazione che  i neuroni della retina e il nervo ottico fanno parte del cervello sia come anatomia che come derivazione embriologica.

Nell’Alzheimer, grazie alla risonanza magnetica, si e’ visto che la sostanza cerebrale si atrofizza e porta a una riduzione del volume totale del cervello.

.

Allora perche’ non studiare la retina per vedere se qualcosa di simile accade anche li?

L’esame OCT (Tomografia Ottica Computerizzata) che é in grado di analizzare finemente tutti gli strati della retina e misurare il numero delle fibre nervose del nervo ottico, e’ stata la mossa vincente.

Infatti ha dimostrato che in coloro che svilupperanno il morbo di Alzheimer  c’e’ una perdita di fibre del nervo ottico e una atrofia degli strati retinici in regione maculare.

.

Inoltre analizzando la retina e’ possibile distinguere tra un semplice deterioramento cognitivo dovuto all’età e l’ Alzheimer, e calcolare approssimativamente le probabilità che un deterioramento cognitivo legato all’età si trasformi in Alzheimer.

Saranno necessari altri studi per avere la certezza che tali affermazioni sono esatte, ma sta di fatto che è meraviglioso avere un esame non invasivo, veloce e di semplice esecuzione come l’OCT per la prevenzione di questa patologia, così devastante fisicamente e socialmente.

Altri studi hanno evidenziato che all’AD e ad altri tipi di demenze senili spesso è associata una alterazione del microcircolo cerebrale che potrebbe essere una concausa della malattia.

Ci si chiede allora se anche questo aspetto, quando presente nella retina, potrebbe essere predittivo dell’AD e/o di altre demenze.

L’indagine AngioOCT ( che è una evoluzione dell’OCT ) potrebbe essere utilizzata.

.

.

Si aprono così molte speranze dal punto di vista diagnostico, ma anche dal punto di vista terapeutico perché sul microcircolo si può già intervenire egregiamente con i trattamenti di agopuntura Boel che da numerose esperienze hanno dimostrato grande efficacia sul microcircolo della retina

Dott.ssa Valeria Vannucci

Fonti:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16154379
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1350946205000406?via%3Dihub
https://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/article-abstract/2685868
https://jamanetwork.com/journals/jamaophthalmology/article-abstract/2697402
https://www.google.it/amp/s/www.neuroscienze.net/ipotesi-amiloide-o-ipotesi-vascolare-nella-malattia-di-alzheimer/amp/
Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

verifica *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.