Retinite pigmentosa: l’agopuntura Boel alla prova (testimonianza)

DIAGNOSI: RETINITE PIGMENTOSA
L’agopuntura Boel alla prova.

Testimonianza di Riccardo Simbula di 48 anni (Biella)
Dopo le referenze non negative dell’ambasciata Danese a Milano su Boel, ho contattato, prima della dott.ssa Vannucci, gli altri due nominativi su Bologna (per me più vicina), dei tre elencati da Corinne (la nuora di Boel che aveva risposto ad alcune mie domande).
Presso questo studio ho fatto dei controlli preliminari oculistici, ma soprattutto vascolari alle arterie dei miei occhi affetti da Retinite Pigmentosa (coroideremia) da quando ero bambino.
Ho la relativa fortuna di aver solo la riduzione del campo visivo (ora è sui 3/4 gradi centrali; (che fino a 13 anni era invece ancora ampio, quasi normale)
Non ho mai visto di notte (emeralopia ), poi sono miope (9 diottrie) e astigmatico.
Il mio visus OD mediamente è 7/10 e il sinistro (occhio piu’ malato) è sui 4/10 ; ho notato che il visus varia nel tempo a seconda dei periodi, condizioni di luce, abbagliamento, stress.ecc. con variazioni in meglio anche di 2/3 decimi.
Venendo al punto: faccio l’ecodoppler e su due delle tre principali arteriole retiniche non rilevano flusso sanguigno, guarda caso quelle più importanti che mi avevano detto che era utile testare.
Dopo, faccio sempre a Bologna i vari test visivi dal primo oculista, che dice che lui e il suo collega NON PRATICANO quel tipo di tecnica, ma sono disponibili a seguirmi.
Finalmente conosco la dott.ssa Vannucci, che è oculista e inizio i 10 giorni di agopuntura; era il novembre 2009. Avrei potuto evitare i controlli precedenti, ma non tutte le spese vengono per nuocere; mentre facciamo l’agopuntura parlo del controllo vascolare di cui la dottoressa non sapeva ci fosse la possibilità a Bologna. Infatti non lo fanno più neanche al San Raffaele di Milano e all’Oftalmico di Torino.
In seguito farò poi conoscere la dott.ssa Vannucci al dott. Ridolfi Cipriano ( che portò dalla Francia l’ecografia a Bologna negli anni ’70, il Dott. Cipriano Ridolfi è persona di poche parole, di lunghissima esperienza, e dalle parcelle accessibili).
Torniamo agli aghi però! Per sincerità, c’è da dire che si deve sopportare dolore, specie nel momento della ricerca del punto e nell’introduzione degli aghi nelle articolazioni delle dita, ma sono pochi istanti, poi normalmente non si sente nulla per la mezzora in cui bisogna tenerli. Io più volte mi sono addormentato perchè avevo sonno! Certo è che non bisogna muoversi!
Dopo le prime sedute ho notato un sensibile miglioramento del visus sull’ordine di 1 decimo, come già sapevo: fortunatamente quindi non ero in quella percentuale di pazienti che non rispondono alla terapia.
Alla fine del trattamento, ho letto qualche lettera dei 10/10 con il mio occhio migliore, il sinistro, migliorato anche lui, non si può più permettere quelle performance di 30 anni fa!
Durante i 10 giorni ho modo di apprezzare la dottoressa per la sua competenza e professionalità, ma soprattutto per la sua umanità e gentilezza.
Finita la terapia, ritorno a Biella e circa un mese dopo faccio l’esame del campo visivo centrale:
c’è stato un miglioramento piccolo dell’estensione e della sensibilità; quando torno a Bologna due mesi dopo ipotizziamo che le cellule “agonizzanti” al confine del campo visivo abbiano avuto una boccata d’ossigeno ed è proprio così, penso, perché circa sei mesi dopo, facendo l‘ecocolordoppler dopo l’agopuntura viene rilevato che ho una circolazione normale su tutte e tre le arterie ed il nervo ottico era ritornato di un calibro normale, anche se nei limiti minimi.
Il problema è che Bologna è lontana da casa mia e non riesco ad andare almeno una volta al mese come prescritto, quindi ad un anno di distanza, durante il quale ho fatto solo un paio di trattamenti, ritorno ad un campo visivo maculare pre-agopuntura.

Questo insegna che bisogna perseverare per ottenere risultati.
Fino ad ora mediamente son andato ogni due mesi, che è poco, perchè abbiamo visto che su di me, circa 15 gg dopo la terapia il flusso sanguigno diminuisce ai limiti minimi, ma rimane, il che comunque è già qualcosa.

Certo se uno potesse (anche economicamente) permettersi una cura ogni quindici giorni, in un caso come il mio avrebbe una circolazione sempre normale.
Ciò permetterebbe, cosa molto importante rimarcata dal dott. Ridolfi, di poter esser certi che una qualsiasi terapia farmacologica arrivi alla retina, sennò farà bene da altre parti, ma non alle cellule retiniche.
Riassumendo, in chiusura posso sostenere che per me e quelli come me che rispondono all’agopuntura, esami alla mano (sono disponibile ad esibirli ed a parlarne), c’è sempre un sensibile miglioramento del visus dopo la terapia, un miglioramento della campimetria maculare, un sicuro, anche se temporaneo, ripristino della circolazione sanguigna alle arterie retiniche che perciò va mantenuta con richiami a distanza variabile da caso a caso..

Per info: Riccardo Simbula
riccardo.simbula@teletu.it
– vedi anche testimonianza su forum del sito Atri Toscana

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

verifica *